Ho iniziato ache Damasio.
Subito evidente la rimozione Hegelinana-Heideggeriana.
Temo succede a chi non è filosofo.
L’interessante sono i dati apportati.
Meno interessante è chi sia l’ispiratore.
In questo caso Spinoza.
Terribili le associazioni mentali del neuroscienziato, sull’orlo del patetico.
Opinione di filosofo, ma se lo chiedete all’emerito si tratta di verità scientifiche.
L’idea prima più nobile di tutte è per Spinoza è il rimanere vivi.
Dunque l’io è quella macchinazione atta a creare la coscienza, strumento principe della conoscienza tecnica migliore garante della sopravvivaneza.
Nel frattempo ho sbirciato anche Boncinelli.
Letture parallele.
Errori identici.
Essi distinguono subito tra un io e un sè-
il sè è l’autocoscienza dell’io che studia come l’io reale agisce nel mondo.
Ma si dimentica che l’io è prima ancora di tutto una costruzione grammaticale.
E che lo stesso scritto è una costruzione grammaticale. (questo è l’errore fondante, il grund hegeliano, dialettico anche.)
vedi in futuro il progetto Hegel-
Passiamo ai dati di Damasio.
esitono 2 sfere cerebrali la più interna è riferita a mappe neuronali che vengono prima della coscienza, sono quelle che determinano la possibilità stessa della coscienza,tramite una memoria di base che è il patrimonio genetico umano.
(Boncinelli chiosa, per il quale tutti quanti siamo piùo meno capaci di intenderci come appartenenti alla stessa specie, e capaci della stessa umanità: nihil humanus est me puto alieno.)
Questa spazio basale Non ha coscienza, la coscienza è attivabile tramite l’uso dell’attenzione.
Una bassa attenzione non produce coscienza.
Le parti esterne sono invece quelle mappe che permetto il dispiegarsi della coscienza stessa e che la massima attenzione dispiegano in pieno in potenziale.
Per Damasio queste mappe neuronali sono solo una parte come lo era quella proto-cosciente, dello dispiegamento della coscienza umana.
Il patetico lo si raggiunge quando crede che uno degli zenit dell’uomo sia la bontà.
Invece l’uomo è soprattutto ORDE (vedi progetto sloterdijk), per esempio.
In verità il suo merito è quello di convenire, che la coscienza è determinata solo in parte dalle mappe neuronali, che non si trovino insomma zone associate alla creatività o alla bontà, se non in forma primordiale.
Usa l’esempio del sole che sorge.
Per lui la neuroscienza è dunque l’aurora della coscienza.
Non si può dunque annoverare tra i riduzionisti.
A questo punto si parla del suo vero contributo “originale” per cui è famoso.
Lo spunto è ancora Spinoza.
Il quale capì che è il sentimento e non la ragione, il garante che io sono io e non un altro (dunque non l’omuncolo raziocinante dentro di me ipotizzato nei primi trattati neurologici).
Cioè il sentire è il peculiare fondante del nostro io.
Mi sembra contraddirsi subito dopo, in quanto esprime il dato di laboratorio, per cui il sentimento non è un astrazione, come molti pensano, ma bensì aree determinate del cervello destro, attivantesi tramite il processo principe dell’omeostasi tra sistema endocrino, neuronale e vegetativo periferico.
Per Damasio è l’omeostasi il primordiale atto di nascita della coscienza.
In quanto il sistema sentimentale risiede nel tessuto proto-cosciente-
Va da sè che in realtà questa supposta coscienza è in realtà una grammatica amorosa.
(ma questo lo ipotizzo io
)
—
continua